UN VIAGGIO NEI FRESH MARKET PIU’ BELLI DEL MONDO E I REPARTI ORTOFRUTTA?

C’è aria di esodo dai reparti ortofrutta in tutto il mondo.

L’appeal dei fresh market sta conquistando progressivamente i consumatori soprattutto nei grandi agglomerati urbani, nelle metropoli di tutto il mondo.

Al di là delle complesse ragioni “tecniche” di questo fenomeno è interessante analizzare gli aspetti più strettamente legati alla comunicazione e, soprattutto, alla comunicazione sul web.

I fresh market, siano essi mercati contadini o mercati della terra biologici o ancora i tradizionali mercati rilanciati negli ultimi tempi, tutti questi luoghi possiedono ingredienti di comunicazione straordinari per web e social.

Sono “esperienze” e in quanto tali possono essere condivise e raccontate sul web dai singoli consumatori e si prestano molto bene allo “storytelling”, altro ingrediente formidabile per la rete.

Se a questo andiamo ad aggiungere l’interesse dei consumatori, soprattutto giovani e colti, per l’acquisto di ortofrutta al di fuori della convenzionale proposta della GDO, il mix diventa micidiale.

Dico micidiale perché, come spesso accade sul web, trasforma un’ esperienza in una “post verità” e succede che l’ortofrutta di migliaia di produttori organizzati in gruppi competitivi sul mercato internazionale   che si impegnano a rispettare regole e disciplinari rigorosi producendo senz’altro al meglio delle possibilità attuali sembrano parte di una offerta “industriale” e lontana dalla terra!

Occorre fare qualcosa per comunicare meglio i valori della produzione organizzata, prima che sia troppo tardi.

IL FASCINO DEI FRESH MARKET SUI GRANDI MEDIA

Per evidenziare il fenomeno sopra descritto  cito ad esempio un articolo  apparso su CNN Travel che evidenzia i 10 migliori fresh market del mondo.

Le condivisioni e citazioni di questo articolo secondo le rilevazioni talkwalker  sfiorano il milione di contatti e descrivono al meglio il fenomeno dei Fresh Market:

Siamo tutti curiosi di leggere quali sono i migliori fresh market al mondo vero?

Eccoli, con una sintesi della descrizione della CNN

La Boqueria: Barcellona, Spagna

Nato nel tredicesimo secolo come mercato di carne di maiale oggi la Boqueria è uno dei più grandi mercati all’aperto del mondo.

2) Tsukiji Fish Market: Tokyo, Giappone

I fresh market non sono solo ortofrutta, ma un’esperienza completa nel mondo del fresco

3) Union Square Farmer’s Market: New York City, United States

 

Nel 1970 la Union Square di New York era un’area in cui dominava la criminalità. Progressivamente piccoli agricoltori hanno iniziato a fare il mercato ed oggi ci sono 140 produttori regionali. Il mercato è animato spesso da grandi Chef che realizzano presentazioni sui prodotti.

4) Or Tor Kor Market: Bangkok, Thailandia

Un mercato tradizionale che presenta frutta esotica e verdure provenienti dalla Tailandia ma anche da tutta l’Asia. Caratterizzato da un layout immacolato, molto elegante e coreografico.

5)St Lawrence Market: Toronto, Canada

 

Presenta più di 120 venditori  e al sabato si affolla di produttori biologici di tutta la regione dell’Ontario

6)Borough Market: Londra, Inghilterra

E’ il più antico mercato ortofrutticolo di Londra e probabilmente anche del mondo perché già nel 1200 erano presenti in quest’area i primi banchi di vendita di ortofrutta.

7)Kreta Ayer Wet Market: Singapore

In Asia il wet market o mercato bagnato è il mercato del fresco in contrapposizione con il dry market in cui si vendono oggetti, casalinghi, elettronica. Il Kreta è un mercato icona di Singapore.

8) Lancaster Central Market: Lancaster, Pennsylvania, USA

E’ il farmer market più antico d’Americo fondato dalla comunità Amish della Pennsylvania.

9)Marché Provencal: Antibes, Francia

 

E’ un mercato ricco di ingredienti gourmet della cucina francese, esperienza e conoscenza presentate con grande raffinatezza.

10 ) Kowloon City Wet Market: Hong Kong

Conosciuto nella metropoli come il più importante mercato del fresco sia in termini di quantità di prodotti offerti che di qualità, è molto frequentato dai locali e naturalmente dai turisti.

Articolo tratto da CNN Travel