SUL CIBO L’INFORMAZIONE E’ ON LINE – www.axelero.it/fenomeno-food-online-nuove-tendenze-dei-consumatori/

Il rapporto tra consumatori e mondo del food negli ultimi anni ha subito una vera e propria mutazione, complice soprattutto il web e la stragrande quantità di informazioni e stimoli veicolati dalla rete. Tutto questo ha portato alla nascita di un consumatore molto più attento, esigente e informato. Grazie ai mezzi di comunicazione, e soprattutto internet, è cresciuta la consapevolezza dei rischi alimentari, ci si orienta quindi maggiormente verso la qualità e la scelta di prodotti sani, nutrienti e spesso made in Italy o a Km 0. Si parla sempre più di biologicoe secondo la ricerca Global Health & Wellness – Italy, i cibi biologici, nel 2014, hanno addirittura fatto registrare un fatturato pari a 866 milioni di euro, un valore in crescita del 14% rispetto all’anno precedente. Sono sempre più, in questo quadro generale, i consumatori vegani o vegetariani che abbracciano una vera e propria filosofia di vita attenta e consapevole.

Il risultato di questa consapevolezza e del boom digitale di informazioni non è solo un nuovo atteggiamento da parte dei consumatori, ma anche l’esplosione di contenuti e contenitori dedicati a questi topic: sul web in pochi anni è stato registrato il boom di foodblog con numerosissime ricette, blog suddivisi per categorie alimentari (vegan, cucina per intolleranze, macrobiotico, prodotti tipici…), video tutorial in cucina e siti web informativi di nutrizionisti ed esperti del settore.

A questi si aggiungono diversi format televisivi di successo, come Masterchef, il Boss delle Torte, Bake off Italia, Cucine da incubo e tanti altri, che sdoganano una volta per tutte l’idea che la cucina sia solo una cosa da casalinghe. Il mondo del food attrae finalmente tutti: sin dall’antichità il cibo viene associato all’idea positiva di convivialità, dialogo e condivisione. Ecco, la condivisione nella nostra epoca però avviene su web e social network. Basti pensare che sono più di 85 milioni le foto condivise con l’hashtag #foodporn in tutto il mondo.

consumatori 2.0 sono sofisticati, scelgono con cognizione, e si affidano al web per la ricerca di informazioni specifiche. Analizzando alcuni volumi di ricerca di Google, scopriamo uno spaccato del comportamento online e possiamo provare a dedurne un’analisi. Ad esempio, sono 6.600 le ricerche mensili con keyword “alimentazione corretta” e 3.600 con “alimentazione vegana”. Volumi non particolarmente elevati, che indicano quindi diffidenza verso l’ignoto. Come nella vita di tutti i giorni, in questo caso, si preferisce consultare fonti note, che quindi non richiedono l’interrogazione massiva del motore di ricerca. Modello applicabile per tutto? Ovviamente no. Le ricette hanno volumi di ricerca molto più alti: 40.500 ricerche con la keyword “ricette veloci” e 33.100 con “ricette vegetariane”. Supera le 30.000 ricerche al mese anche “ricette dolci”.  Un interesse verso il mondo del food divenuto trasversale e capace di coinvolgere anche individui prima poco interessati a queste tematiche. Abbiamo esaminato molte altre keywords, che qui non riportiamo solo per non dilungarci troppo, ma non serve prendere il dizionario per capire che questi numeri sono moltiplicabili per migliaia di ricerche.

Anche l’e-commerce nel settore food si è sviluppato enormemente negli ultimi anni, fino a cambiare in modo consistente le abitudini degli italiani che hanno positivamente accolto il trend del cibo a domicilio e si sono così avvicinati alla sperimentazione di cibi nuovi. A questo si aggiunge lo sviluppo dei GAS, gruppi di acquisto solidali che permettono di acquistare all’ingrosso prodotti bio e a Km 0. Grazie al web arrivano anche opportunità come quella dell’home cooking, servizio on demand che permette di richiedere uno chef a domicilio per organizzare cene tra amici o in famiglia in casa propria senza doversi nemmeno avvicinare ai fornelli.

Internet ha messo disposizione di tutti milioni di informazioni, purtroppo però non sempre attendibili. Eppure gli utenti, soprattutto i più giovani, danno molto credito alle notizie online, anche per quanto riguarda l’alimentazione e la salute. Secondo una indagine Doxa-Aidepi, il 36% tra i più giovani considera le informazioni sul cibo che arrivano dal web come Vangelo. Stando alla ricerca, 4 italiani su 10 considerano internet e social media come la seconda fonte d’informazione più attendibile su cibo e dintorni, subito dopo il parere del proprio medico. Il 60% degli under 30 (i cosiddetti Millennials), invece, dà più peso a ciò che legge su blog e social network rispetto al parere di un medico. Sono dati poco rassicuranti, che la dicono lunga sul potere di questo strumento.

Il fenomeno food online vede sempre più spesso sorgere nuovi player per un’offerta sempre più completa e pensata per le più disparate esigenze. Come si fa quindi a scegliere tra i tanti servizi disponibili? Il popolo del web si affida perlopiù alle recensioni online. Il classico passaparola esteso oltre i confini della sfera di conoscenze. Un sogno divenuto realtà, l’utopia democratica del parere personale moltiplicato per ogni avventore per creare una statistica evoluta. Bello, ma come spesso accade, inquinata nei risultati. Il risultato del sondaggio online “Cibo e recensioni online: vere o false?” ci mostra che non sempre le review sono veritiere. Il 34% dei recensori, per loro stessa ammissione, non dice il vero. Se a questo aggiungiamo un 7% che dichiara di non scrivere sempre in modo obiettivo, ci accorgiamo che quasi il 50% delle recensioni sarebbero da prendere con “le pinze”. Le review, in ogni caso, hanno un peso non trascurabile e possono diventare armi a doppio.
Internet è ormai parte della nostra quotidianità, è assolutamente normale che venga utilizzato in modo così diffuso e che il peer-to-peer abbia un valore tanto grande. Non tutti, però, sono in grado di selezionare bene le fonti e scegliere quelle davvero attendibili.

I nativi digitali considerano il web come un vero e proprio punto di riferimento, sia in fase informativa che di acquisto e di consumo. I social network permettono la condivisione dell’esperienza legata al cibo anche con chi si trova a km di distanza. È l’evoluzione 2.0 del classico passaparola, carico di forza e opportunità anche per brand e aziende.
Tra foodblog, siti che permettono di acquistare prodotti specifici light, vegan o bio e realtà sempre più peculiari di food delivery, si inseriscono portali specializzati che danno la possibilità di visionare ristoranti o pub in modalità immersiva, e app per cercare locali nelle vicinanze e prenotare un tavolo con pochi click.

La realtà italiana, proprio per le sue caratteristiche (una lunga tradizione culinaria, la cultura ben radicata della dieta mediterranea e la passione per il cibo, oltre alla presenza di numerosissime realtà commerciali di eccellenza nel settore enogastronomico), non si lascerà scappare le enormi opportunità emerse con questo trend tutto digitale. Per il 2016 si prevede lo sviluppo in Italia di piattaforme web in diversi settori di mercato (pasticcerie, forni, prodotti specializzati per intolleranze e prodotti di nicchia in generale) caratterizzate soprattutto da velocità, varietà e semplicità.

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