Quando l’insalata perde il suo effetto salutistico

Quando l’insalata perde il suo effetto salutistico

L’insalata è il piatto della salute, ma se è ricca di cibi grassi diventa “letale”.
L’inchiesta della tv svizzera svela un meccanismo pericoloso per la salute….

L’insalata è davvero il piatto leggero e salutare che tutti pensano?

Se lo sono chiesti i giornalisti della trasmissione svizzera Patti Chiari, che hanno dedicato un‘inchiesta alle insidie nascoste dietro le foglie verdi e croccanti dell’insalata quando sono abbinate a cibi e condimenti ipercalorici.

La teoria di base è semplice: i produttori di insalate pronte, i ristoranti e i fast food sfruttano l’aura salutistica della lattuga per vendere piatti che di sano hanno ben poco.

Per dimostrare l’effetto dell’insalata sulla percezione della salubrità del cibo, è stato organizzato un test in Francia con dieci volontari che di fronte a tre piatti pronti acquistati al supermercato, dovevano individuare il più leggero.

La scelta era tra una pasta al ragù, una pietanza a base di anatra con patate e un’insalatona alla Cobb a base di bacon, uova, avocado con una salsa molto calorica.

8 persone su 10 hanno indicato l’insalatona come la scelta più salutare.

In realtà si tratta di una specialità americana con 726 kcal a porzione, grazie a bacon, uova, avocado e alla salsina, contro le circa 350 kcal della pasta e le poco più di 400 dell’anatra.

insalata 2

Fast food e ristoranti hanno ampliato e variato le loro insalate per far sfruttare l’attenzione dei consumatori per la salute.

Per farsi un’idea di quanto sia diffuso questo fenomeno, basta osservare il menu dei fast food che negli ultimi anni, complice una crescente attenzione dei consumatori verso il contenuto calorico dei cibi, hanno ampliato e variato l’offerta di insalate e insalatone.

Per esempio, le proposte di McDonald’s passano da una semplice Mix Salad con pomodorini ciliegia da 14 kcal per porzione – condimenti esclusi – a una Caesar Salad con pollo impanato da 320 kcal servita con salsa Caesar.

Sorprendentemente, l’insalata più calorica del menu della catena americana è la Mele e Noci con formaggio Emmental e bacche di goji, con 356 kcal a porzione.

Un record che cancella le premesse salutistiche associate a nome e aspetto del piatto.

È vero che le foglie di lattuga, rucola o spinacino rivestono il piatto di un’aria di leggerezza e salubrità, ma i consumatori devono fare molta attenzione agli ingredienti aggiunti come : bacon, uova, tonno, formaggi e condimenti che possono far schizzare alle stelle il contenuto di grassi e calorie.

Un’altra cosa da considerare è se l’insalata rappresenta un contorno o un piatto unico.

Nel primo caso è meglio orientarsi su una semplice insalata mista con pomodorini, nell’ipotesi del piatto unico serve invece una fonte proteica, come il pollo alla piastra, oppure il salmone o dei legumi e una spruzzata di dei grassi buoni (olio extravergine, semi o frutta secca) e magari anche dei cereali integrali.

 

(fonte: IlFattoAlimentare  foto: redazione)