I miracoli del superfood: sono italiani i consumatori più attenti e interessati

I miracoli del superfood: sono italiani i consumatori più attenti e interessati

Una ricerca Nielsen svela tendenze e mercato

Da qualche anno, il settore alimentare mondiale è coinvolto in un ruolo che va oltre la funzione di nutrizione ma diventa anche ‘cura’ attraverso lo sviluppo commerciale dei cosiddetti Superfood, prodotti di origine naturale che, grazie ad alcune caratteristiche intrinseche, sono in grado di dare un apporto benefico al nostro organismo. Si tratta di un fenomeno diffuso e alimentato, per la maggior parte dei casi, dall’ingresso nel nostro mercato di nuove materie prime provenienti da culture lontane e scoperti, o reintrodotti, nel nostro consumo quotidiano. Saper distinguere fra prodotti con un reale effetto benefico e, invece, quelli frutto di azioni di marketing, volte a promuovere l’esoticità di ingredienti poco diffusi nella nostra cultura, è uno snodo fondamentale per mantenere la propria dieta equilibrata e non lasciarsi sedurre da miracolosi elisir di lunga vita.

Secondo una ricerca condotta da Nielesen (Health/Wellness: Food as Medicine, su un campione di 30.000 individui in 63 paesi del mondo) l’Italia è fra gli stati che più fanno uso di Superfoods nel mondo tanto che un intervistato su tre (33%) li considera in grado di sostituire, in alcuni casi, gli effetti delle medicine convenzionali. Il nostro paese si dimostra uno dei più attenti e interessati alla ricerca di nuovi prodotti salutari, affermandosi come primo fra i consumatori europei di bacche di Goji (16% rispetto al 6% di Germania, Gran Bretagna e Spagna), curcuma (giudicata benefica dal 67% degli italiani) e mirtilli (utilizzata dal 27% del campione di consumatori italiani).

I Superfood sono, in generale,alimenti con funzione di integratore naturale, usati per proteggere il proprio corpo dalle malattie prevenendo, grazie alle attività antiossidanti o antitumorali, le malattie più pericolose.
In realtà non esistono, ad oggi, ricerche scientifiche che attestino effettive capacità curative, in sostituzione dell’azione comune delle medicine. I nutrizionisti, in questo senso, hanno un’opinione piuttosto unanime nell’inquadrare i Superfood come alleati a supporto di una dieta completa e variegata, ancora più potenti se associata a uno stile di vita sano ed equilibrato.

 

Cinque Superfood utili per la cura del proprio organismo

 

  • MIRTILLO: I suoi principi attivi possono aiutare il rallentamento del processo di invecchiamento, contribuiscono al benessere degli occhi e per il trattamento delle vene varicose.

 

 

Quando si parla di Superfood, in generale, ci si riferisce a un segmento di offerta in cui è molto evidente il ruolo del marketing che interpreta e guida un trend di consumo. Spesso il marketing ha spinto su funzioni salutistiche di prodotti senza la minima veridicità come nel caso dell’olio di cocco, venduto da numerose multinazionali come un nuovo grasso anticolesterolo e con vantaggi per il sistema nervoso e la cura dell’Alzhaimer, con tanto di endorsements da parte di star internazionali (Gwyneth Paltrow, Khloe Kardashian), influencer e food blogger. Una ricerca dell’American Heart Association (AHA) avrebbe smentito gran parte delle indicazioni date in precedenza, sottolineando come l’olio di cocco contenga, in realtà, più grassi saturi del lardo tradizionale, confermata poi dal British Nutrition Foundation’s Nutrition Bulletin per una mancanza di evidenze scientifiche salutari al suo interno. Un colpo forte a questo mercato che mette in guardia, come dicevamo, il consumatore davanti alla tentazione di acquistare tutto ciò che viene spesso, senza ragione, sponsorizzato come benefico e salutare senza esserlo. Sempre seguendo la ricerca condotta da Nielsen appare lampante come gran parte delle informazioni legate all’alimentazione passi attraverso l’etichettatura che i prodotti portano sulle confezioni e, successivamente, da altre fonti di informazione e, per cui sia necessario avere una corretta conoscenza di ciò che si acquista e si utilizza in cucina.

 

 

Nella diffusione del Superfood il mercato si dedica soprattutto alla pubblicizzazione del prodotto finito e lavorato (tisane, smoothies…) quando, in realtà, il maggior impatto nutritivo si ritrova proprio nel prodotto naturale, specialmente quando viene lasciato praticamente nella sua condizione originale. Non è difficile trovare questo tipo di prodotti declinati in una versione pronta all’uso, in cui si pubblicizzano gli estratti di questo tipo di ortaggi e frutta, spesso sfruttati all’interno di televendite e/o marketing per processi dimagranti, citandone alcune capacità curative e fenomenali a discapito di altre. Può essere il caso della Garcinia cambogia, frutto subtropicale, sfruttato come blocca-fame e dimagrante, o della Spirulina californiana.

La comunicazione di questi prodotti è ancora un campo quasi del tutto da esplorare, in cui mancano linee guida che possano portare il consumatore a un acquisto mirato e ragionato del prodotto, così come fidelizzarlo a un brand, come già accaduto in passato con altri marchi e nuovi mercati che si sono imposti nel consumo generalizzato.

La comunicazione corretta in grado di seguire regole etiche che non creino false illusioni ma forniscano al consumatore gli strumenti per scegliere e capire le differenze tra le varie proposte di nutrizione salutistica rappresenta la strategia più corretta e vincente per le aziende che vogliono cogliere le opportunità del mercato dei Superfoods. Pensiamo soprattutto alle aziende che producono frutta e verdura fresca, in Italia, con prodotti dal potenziale salutistico straordinario.

Ricordarsi di mediare, fra prodotti ultrapubblicizzati e quelli che, invece, sono utili al nostro corpo per le proprie caratteristiche è la sfida che, da qui in avanti, le aziende dovranno saper cogliere per appropriarsi di questa ‘zona grigia’, in cui nessuno ancora (salvo i marchi wellness) si è imposto come interlocutore principale.