Diospiri, loti, kaki brillanti o lisci, comunque li si chiami è il loro momento sul web di Alessandra Ravaioli in collaborazione con Talkwalker

La storia parla chiaro, il Diospyros kaki, questo il nome botanico corretto, è una delle più antiche piante da frutto coltivate dall’uomo.
È originario dell’Asia orientale, conosciuto e utilizzato in Cina e in Giappone da più di 2000 anni.
Arriva in Occidente verso la metà dell’800 e la coltura vera e propria si afferma a metà ‘900 in Romagna con la tipologia chiamata proprio Loto di Romagna e in Campania con la tipologia chiamata Vaniglia.
È uno dei frutti più in vista, questa settimana sul web perché caratterizza molto bene la stagione autunnale. Ha colori bellissimi sia come frutto che come albero ed è proposto, commentato e discusso come frutto di stagione senza però raggiungere una identità e un livello di condivisione social comparabile con i frutti più noti e diffusi.
La prima cosa che salta all’occhio, sul web è la confusione sul nome, in pochi, sui social, lo chiamano Kaki i più, sorprendentemente lo chiamano in inglese persimmon che identifica tutti i kaki e non solo quelli a polpa soda.
Non viene caratterizzato, nelle discussioni social,con una identità salutistica e non genera solo sentiment positivo. Spesso il sentiment è neutro, meno spesso è positivo e quasi mai negativo.
Ecco un quadro di quanto rilevato su Talkwalker:

I temi chiave sui social evidenziano soprattutto la confusione sui nomi, c’è poca identificazione salutistica.

 

 

Ne parlano soprattutto le donne:

 

 

 

Donne che utilizzano principalmente Facebook, Instagram e blog mentre il più maschile dei social per i commenti su questo frutto è Twitter.

 

 

Ci troviamo di fronte ad un frutto dalla grande tradizione produttiva e di consumo in Italia che tuttavia oggi ha bisogno di una identità più definita. Non può essere proposto e comunicato esclusivamente per la sua bontà. Bisogna sapere di più di questo prodotto la cui pianta, tra l’altro, possiede una straordinaria robustezza e non richiede particolari trattamenti antiparassitari.
Dal punto di vista nutrizionale risulta evidente chei cachi sono abbastanza calorici infatti, 100 grammi di cachi forniscono all’incirca 65-70 kcal. L’acqua ne costituisce circa l’80%, gli zuccheri ben il 16-18%, mentre le fibre sono calcolate intorno al 2,5%, le proteine allo 0,6% e i grassi allo 0,3%.
Tra i sali minerali, il primato (in termini di quantità) spetta sicuramente al potassio (ca. 161-170 mg %), minerale che conferisce al cachi le spiccate proprietà diuretiche. Oltre al potassio, si ricordano anche il fosforo (20 mg %), il magnesio, il calcio ed il sodio; solo in tracce si ritrova il selenio ed il manganese.
Considerevole pure la quantità di vitamina C: è bene sottolineare che la quantità di acido ascorbico varia in funzione del grado di maturazione del frutto, variabile da 50 mg a 7 mg nel cachi molto maturo.
Il cachi è ricco anche di beta-carotene, precursore della vitamina A: si stima che 100 grammi di prodotto fresco apportino 1,4 mg di retinolo equivalenti. I pigmenti (licopene e xantine) agiscono sinergicamente con la provitamina A, potenziandone l’azione finale (antiossidante e possibile prevenzione dalle malattie cardiovascolari). [tratto da Terapie Complementari in Geriatria, di Enrica Campanini, Stefania Biondo] Per saperne di più http://www.my-personaltrainer.it/benessere/cachi-proprieta.

COME LO COMUNICANO LE AZIENDE

L’azienda che più di ogni altra comunica e penetra sul web con una identità specifica sui kaki è la Divano di Sessa Aurunca (CE). Specialisti di prodotto dai primi anni ’60 detengono,come indica il sito web, il 5% delle quote di mercato italiano di questo frutto.
L’azienda ha brandizzato i kaki di propria produzione non con un nome di fantasia ma con il nome e il logo di famiglia “Divano” e, in comunicazione, è riuscita a conquistare una identità ben precisa che la rende unica in Italia.

 

Recentemente l’Azienda Divano ha partecipato alla trasmissione Buono a Sapersi di RAI 1 con una puntata interamente dedicata ai kaki e contribuendo a promuovere la conoscenza di questo frutto e di conseguenza anche i consumi.
http://www.raiplay.it/social/video/2017/10/Buono-a-sapersi-57e6a94f-7e8e-4c4b-a024-24ba7646c573.html
Dalla Divano, Azienda leader del territorio di produzione storico campano, si passa alla Romagna, altra zona fortemente specializzata in questo prodotto. E dalla Romagna emerge la comunicazione di Valfrutta Fresco che ha investito sui kaki a polpa soda, o kaki mela o Rojo Brillante per dirla alla spagnola.

 

Merita una citazione anche Granfrutta Zani, che, nel recente restyling del sito mette in primo piano magistralmente la frutta e la storia dell’azienda ed in tale contesto i kaki hanno una buona visibilità e sono ben presentati. (https://www.granfruttazani.it/#!/kaki)

 

Anche Solarelli, il brand top quality del Gruppo Apofruit, presenta la proposta di kaki Rosso Brillante, coltivati nel territorio emiliano romagnolo con tutte le caratteristiche di alta qualità tipiche del marchio.

 

 

Per quanto riguarda i produttori spagnoli, la situazione non è molto diversa e la comunicazione sul Rojo Brillante si concentra principalmente sui canali trade senza raggiungere i consumatori.
Emergono, sul web, le immagini e la comunicazione della varietà Persimon Bouquet ben presentata dalla spagnola Anecoop (http://www.persimonbouquet.com/en/persimmon)
e della Valenciana Persimon Select con il marchio Persifruit. (https://www.persimonselect.com/persifruit1)

 

 

Il Kaki è senza dubbio un prodotto difficile da lavorare e da distribuire ma necessita anche di un vero e proprio restyling di immagine e di comunicazione e mi riferisco ovviamente al prodotto italiano.

Mettiamoci d’accordo sul nome da utilizzare sempre per il  kako tradizionale  e usiamo solo quello.

Parliamo di più di questo prodotto e comunichiamo le peculiarità dell’offerta italiana. Inventiamoci ricette sfiziose, leggende sul prodotto e la sua storia. Caratterizziamo il packaging e raccontiamo che differenza c’è tra i kaki a polpa tenera e a polpa soda evitando che circolino tantissime informazioni scorrette sul web.

Insomma si potrebbe recuperare terreno ma bisogna comunicare di più.

Per informazioni e approfondimenti

Alessandraravaioli@gmail.com

www.rpcircuiti.com