Consumi natalizi, tutti i trend 2016

Consumi natalizi, tutti i trend 2016

Gli italiani quest’anno spenderanno di più rispetto all’anno scorso per pranzi e cene natalizie.
Sulle tavole vincono tradizione e prodotti locali …

Ma tra i consumi natalizi questo sarà anche l’anno dell’innovazione, soprattutto in pasticceria con innovativi panettoni che arricchiscono i consumi natalizi

Iniziano le feste e subito esplodono i consumi natalizi agro-alimentari, unico vero must delle famiglie italiane doc che durante tutto il periodo natalizio non si faranno mancare proprio nulla e spenderanno complessivamente più di quattro miliardi di euro tra pranzi e cenoni.

I menù

Anche i tradizionalisti più integralisti del Made in Italy natalizio, però, quest’anno spingono l’acceleratore sulle innovazioni e aprono le proprie porte, o meglio le proprie tavole, ai prodotti più innovativi soprattutto per quanto riguarda i panettoni o le nuove referenze di frutta secca.

Protagonista incontrastato dei menù sarà, come sempre, il pesce.

Secondo una stima di Coldiretti, durante le festività natalizie, gli italiani spenderanno circa 850 milioni di euro per acquistare pesce.

Il più scelto è il pesce locale con particolare predilezione per le alici e per le vongole che saranno presenti in otto piatti su dieci nelle cene della Vigilia.

Immancabile il salmone, confermato anche quest’anno come must delle tavole natalizie italiane, che sarà acquistato dal 56% delle famiglie mentre solo il 9% delle famiglie potrà permettersi le ostriche e l’8% il caviale.

“Rispetto all’anno scorso – spiega Coldiretti in una nota ufficiale – i consumi ittici sono incrementati del 5% ma occhio all’etichetta per evitare di cadere nelle trappole del mercato dato che tre pesci su quattro provengono dall’estero”.

Ai fornelli

Con una media di 3,3 ore ai fornelli al giorno, il 6% in più del tempo impiegato l’anno scorso, il fai-da-te in cucina ritorna ad essere (dopo un cinquantennio di perdita di appeal) uno dei trend preferiti dagli italiani.

Nella quasi totalità dei casi (l’88%), sceglieranno di desinare, i compagnia di amici e parenti, nelle proprie case.

Il 44% delle famiglie italiane dedicherà ai fornelli dall’una alle quattro ore, mentre in quasi una famiglia su tre (29%) si cucinerà dalle tre alle cinque ore.

Nel più ossequioso rispetto della tradizione non mancheranno, nel 72% delle tavole, cotechini e zamponi anche se, il vero boom del Natale 2016 sono le lenticchie a cui non rinuncia l’88% degli italiani spinti dalle loro proprietà salutistiche, dalla solidarietà verso le zone terremotate dei monti Sibillini (in cui vengono massicciamente prodotte) e un po’ anche dalla scaramanzia perché una vecchia credenza vuole che siano portatrici di fortuna.

La spesa

“L’agroalimentare – sottolinea la Coldiretti – rappresenterà la voce più pesante del budget che le famiglie italiane destinano ai consumi natalizi, con una spesa complessiva di 4,4 miliardi di euro, il 2% in più dello scorso anno.”

“Nel tour de force eno-gastronomico di quasi due settimane saranno consumati quasi 100 milioni di chili tra pandori e panettoni, 50 milioni di bottiglie di spumante, 20 tonnellate di pasta, 6,5 milioni di chili tra cotechini e zamponi, 800 mila capponi, ma anche frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci.”

Ma il ritorno delle buone tradizioni non impedisce all’innovazione e alle sperimentazioni di conquistare il cuore degli italiani.

Si sperimenta non solo sulle ricette ma anche su prodotti intoccabili come i panettoni che quest’anno arrivano con vesti e ingredienti nuovi per stupire gli ospiti.

Come il Pangoji che contiene non solo le bacche di goji candito ma viene realizzato con un impasto a base di goji.

Pangoji

Oppure quelli artigianali, in gara alla manifestazione milanese Re Panettone, a base di pere candite e cioccolato oppure dall’innovativa forma a ciambella ricoperta di glassa di pasta di mandorle e mardorle sbriciolate.

L’export

“Le pasticcerie artigianali più attive – spiega Gabriele Rotini di Cna Alimentare – possono sfornare fino a 27mila panettoni durante tutto il periodo delle feste.”

“Stimiamo che possano essere circa 13 mila in tutt’Italia per un fatturato complessivo del periodo natalizio di circa 400 milioni di euro di dolci artigianali.”

“Da quest’anno poi si registra un boom dell’export dei panettoni artigianali, soprattutto in Inghilterra dove la vendita di panettone made in Italy ha superato quella del dolce tipico britannico, il pudding, in una proporzione di due a uno anche grazie all’ingresso nella grande distribuzione londinese e in particolare da Waitrose”, conclude Rotini.

E la predilezione per i prodotti italiani non diminuisce nonostante i prezzi da capogiro.
Se in Italia un panettone artigianale non costa meno di venti euro, quello “originale” che arriva sugli scaffali londinesi può superare anche i trenta pound cadauno. Solo per palati fini!

 

(fonte e foto: redazione)