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Cibo, quando la mente ci fa spendere più soldi

Il cibo è un business molto “appetitoso”, tanti sono i trucchi per farci spendere di più. Lo spiega la “gastrofisica”…

Esistono tanti trucchi psicologici attorno al cibo e molti di questi sono analizzati dalla nuova scienza, la gastrofisica, dal prof. Charles Spence dell’Università di Oxford.

Spesso i ristoranti e i bar sono così rumorosi che è una dura lotta ascoltare ciò che i tuoi compagni stanno dicendo.

Dietro a ciò, c’è una ragione semplice: sono progettati così per farci spendere di più.

Infatti, uno studio ha dimostrato che quando il volume della musica in un bar aumenta del 22%, i clienti bevono il 26% più velocemente. In questo modo compreranno un’altra consumazione.

Questo è uno dei tanti trucchi cinici per farci spendere più soldi nel cibo.

Molti ristoranti eleganti si son resi conto che se mettono in sottofondo della musica classica, i commensali pensano ci sia un’aria di sofisticazione e dunque tendono a spendere fino al 10% in più sul cibo e vino,  rispetto a locali in cui suona musica pop.

Un altro trucco per farci spendere di più in cibo è la forma del vostro tavolo.

La gastrofisica ci mostra che preferiamo tavoli circolari perché evocano maggiori sensazioni di piacere, rispetto a tavoli quadrati o rettangolari.

Alcuni psicologi attribuiscono questa preferenza al fatto che gli oggetti spigolosi sono inconsciamente associati con il pericolo (si pensi alle armi affilate).

Però i tavoli circolari occupano più spazio e quindi riducono i margini economici dei ristoranti, ecco perché troviamo sempre un mix di tavoli tondi, quadrati e rettangolari.

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Anche la catena di fast food McDonald ha deliberatamente usato sedie “scomode” che i clienti trovano poco accogliente dopo una decina di minuti. Questo per far sgomberare presto il tavolo e fare spazio per un altro cliente.

Con lo studio della gastrofisica hanno dimostrato che mangiare coinvolge tutti i sensi: gusto, olfatto, vista, udito e tatto.
E hanno suggellato il legame tra cibo ed emozioni, il vero ingrediente psicologico chiave di ogni piatto.

Ad esempio, i produttori di cibo progettano i loro pacchetti per esser rumorosi o perché Starbucks fidelizzi i clienti scrivendo i loro nomi sulle loro tazze.

Ma la gastrofisica è molto di più di un grande business per fare soldi con il cibo che noi consumiamo.

Infatti, può essere sfruttata per aiutare le persone a perdere peso, ottenere più godimento da ciò che mangiamo e capire di più sulle scelte alimentari che facciamo. . .

Il succo di pomodoro costituisce il 27% delle bevande ordinate in volo dai passeggeri aerei della Lufthansa, che serve 53.000 litri all’anno.

Eppure, quasi un quarto delle persone intervistate ha detto che non avevano mai bevuto succo di pomodoro a terra.

La risposta risiede nei 80-85 decibel di rumore dell’aereo che sopprime la nostra capacità di percepire il gusto.

Quando siamo esposti a rumori forti, il corpo cerca alimenti ricchi di proteine, che aiuteranno la sua risposta ‘lotta o fuga’.

Forti rumori di fondo ci aiutano ad assaporare il gusto ‘umami’, parola giapponese che indica un gusto sapido che segnala la presenza di proteine e rende il cibo difficile da resistere.

L’umami si trova anche in alimenti come i pomodori e le acciughe.

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I super assaggiatori di cibo

Tutti noi viviamo in diversi ‘mondi di gusto’.
Non è solo una questione di “se ci piace un sapore”, ma se siamo in grado di riconoscerlo.
Per esempio, circa l’1% della popolazione è in grado di riconoscere l’odore della vaniglia.

E mentre la maggior parte delle persone trova che il coriandolo abbia un sapore fresco e fragrante, altri dicono che abbia un sapore di sapone.

Gli scienziati non sono sicuri delle ragioni di tutto questo, ma c’è una parte della popolazione, noti come ‘super assaggiatori’, in grado di percepire gusti e sapori ai più sconosciuti.

Questi super assaggiatori possono avere papille gustative fino a 16 volte più potenti e la loro sensibilità a particolari sapori sembra essere geneticamente determinata.

Ciechi alla verità

Quello che noi assaggiamo è profondamente influenzato da ciò che vediamo, come mostrato da studi in cui anche esperti di vino sono stati ingannati.

Credevano di bere un bicchiere di rosso quando, in realtà, era vino bianco, colorato artificialmente.

I test suggeriscono che la gente riconosca una bevanda rosa – un colore associato alla dolcezza – esser più dolce di una bevanda verde, anche quando quest’ultimo contiene 10 per cento in più di zucchero.

In altre parole, i fattori psicologici possono cambiare il modo in cui il cervello pensa.

Il peso delle posate influenze la visione del cibo che si mangia.

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Il test sulle posate fu organizzato ad un pranzo per 150 persone in una conferenza in un albergo di lusso ad Edimburgo.

A metà dei commensali furono dati coltelli e forchette leggeri; agli altri quelli più pesanti e più costosi.

Quando fu chiesto loro di valutare quanto fosse artisticamente composto il cibo nei loro piatti e quanto avrebbe pagato per il pranzo, i risultati furono molto diversi, sebbene i piatti fossero identici.

Coloro che utilizzarono le posate più pesante valutarono maggiormente l’impatto visivo del loro pasto e indicarono che avrebbero pagato molto di più, rispetto ai commensali con le posate leggere.

Cuochi di casa: tirate fuori l’argenteria di famiglia per far pensare che il vostro cibo sia ancora meglio!!

 

 

(fonte e foto: DailyMail)

 

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